Metodo
Antonio Aumenta ha cominciato piantando. Operaio nei cantieri di Pietro Porcinai negli anni Settanta, con le piante in mano e la buca davanti: è lì che ha imparato come sta insieme un giardino, guardandolo nascere dalla terra. Poi gli anni da capogiardiniere al Giardino di Ninfa, infine il vivaio.

Aumenta Paesaggismo è la sezione del Vivaio Aumenta che progetta e realizza giardini. Il vivaio nasce nel 1985, ed è la ragione per cui lavoriamo diversamente da chiunque altro. Oltre trecento ettari di piante da paesaggismo, coltivate da noi. Nei nostri progetti non entra una pianta che non abbiamo cresciuto. Progettiamo con quello che abbiamo in terra, e coltiviamo pensando a dove andrà a finire.


Per questo un giardino nasce dalle piante e non dal disegno. Prima sappiamo cosa ci va dentro, poi vediamo che forma prenderà. Ed è per questo che i nostri giardini sembrano cresciuti da soli: quelle piante sono state coltivate per anni pensando al posto in cui sarebbero andate a finire.
Come si lavora
Sopralluogo in loco
Analizziamo lo stato di fatto dell’area, il gusto e i desideri del cliente: terreno, ambiente, orientamento, clima, punti focali da valorizzare ed eventuali schermature.
Progetto preliminare
Elaboriamo il materiale raccolto cercando la soluzione migliore fra estetica, funzionalità, ecosostenibilità e budget. Tavole e render danno un primo approccio realistico.
Progettazione Real 3D
Camminare virtualmente fra vialetti, alberi e aiuole, valutando piscine, living esterni, viali e muretti, scegliendo arredi e illuminazione.
Realizzazione
Ogni dettaglio prende forma, sotto le mani sapienti dei nostri collaboratori e l’occhio vigile dei nostri tecnici.
In sviluppo
Stiamo realizzando tre grandi parchi botanici. Non sono commesse ma sono i nostri: mettiamo a dimora le collezioni per vederle invecchiare, provare accostamenti e capire come si comportano le piante quando nessuno ha fretta. È il posto dove si sbaglia prima di sbagliare nei giardini degli altri!
Il vivaio, la produzione e tutto il resto di quello che facciamo →